venerdì 27 febbraio 2015

lunedì 23 febbraio 2015

venerdì 20 febbraio 2015

mercoledì 18 febbraio 2015

buona quaresima

Passa Parola..


.. Non ferire il prossimo


La seconda Lettura della Messa (2Cor 5,20-6,2) oggi, Celebrazione de “Le Ceneri”, ci colpisce con frasi forti: «Lasciatevi riconciliare con Dio»; «Ecco ora il momento favorevole». Sì, vogliamo vivere questo inizio di Quaresima buttandoci in Dio in ogni attimo presente, che sempre è il solo «momento favorevole» che ci appartiene, e vivere con slancio il passaparola: «Non ferire il prossimo». E per stare ben attenti a «non ferire», voler fare il massimo per il contrario: amare davvero, vedendo in ogni prossimo Gesù che – come scrive san Paolo con altra frase fortissima – «Dio lo fece peccato in nostro favore»…   (Giuseppe Fulceri)

 
 

Parola di Vita di Febbraio 2015: «Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio» (Rm 15, 7)


            Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso». Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

 
 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 6,1-6.16-18.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.
Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa.
Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra,
perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto,
perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».




Ciao, :) Giòhttp://passaparola.blog.tiscali.it/2015/02/18/18022015/

martedì 17 febbraio 2015

ciaoooooooooooooooo



.. Non difendere il proprio modo di pensare

E’ strano questo passaparola: è chiaro che le proprie idee, se ci sembrano giuste, dobbiamo difenderle; sempre però nel distacco, con l’apertura alle idee altrui. Altrimenti, ci succede come ai discepoli del Vangelo di oggi (Mc 8,14-21), che discutono e discutono senza capire quello che Gesù intende dire loro. Così, «Non difendere il proprio modo di pensare» ha da essere l’ascolto attento della Parola di Dio, vagliando con la Parola ogni idea, nostra e altrui, pronti a dare la vita all’altro – che è ben più che «Non difendere il proprio modo di pensare» –, cosicché sia Gesù a illuminare ogni idea e conseguente modo di agire.  (Giuseppe Fulceri)
---------------------------
Parola di Vita di Febbraio 2015: «Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio» (Rm 15, 7).
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».

Ciao :) buona giornata, Giò

lunedì 16 febbraio 2015

domenica 15 febbraio 2015

buona domenica



.. ESSERE APERTI AL CAMBIAMENTO

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO: la prima Lettura della Messa (Lv 13,1-2.45-46) ci parla del lebbroso che «se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento»; mentre nel Vangelo (Mc 1,40-45) è Gesù che «non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte». Gesù infatti è venuto a liberarci dalla lebbra del peccato, assumendo in Sé la nostra “lebbra”… E’ il mistero del Suo infinito Amore; siamo così spronati a cambiare davvero, come il passaparola ci chiede oggi: «Essere aperti al cambiamento». Dunque, non più star lontani da chi ci appare diverso, malato, “lebbroso”, “peccatore”, ma – «aperti al cambiamento» – rischiare di essere emarginati noi pur di accogliere l’altro e volerlo aiutare, sanare, dandogli Amore. (Giuseppe Fulceri)
---------------------------
Parola di Vita di Febbraio 2015: «Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio» (Rm 15, 7).
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

BUONA DOMENICA, CIAO :)
Giò

sabato 14 febbraio 2015

ciaooooooo



.. Riconoscere il positivo che c'è nell'altro

Chiara Lubich diceva che «ha lo Spirito Santo chi vede il positivo che c’è in ciascuno». Ecco, se sappiamo «Riconoscere il positivo che c’è nell’altro», c’è da esserne felici: significa che Dio opera in noi e di dà la Sua luce, mentre coi nostri poveri occhi riusciamo solo a vedere grigio, se non nero… E questa opera dello Spirito è fondamentale perché possiamo «accoglierci gli uni gli altri come Cristo ha accolto noi». Occorre allora pregare, come ci esorta Gesù nel Vangelo (Lc 10,1-9), perché il Padre mandi operai nella Sua messe e mandi noi facendoci cogliere tutto il positivo, vedendo la sete che ognuno e l’intera umanità ha di conoscere Dio Amore! – Che poi è questo l’Amore che tutti cercano, seppure inconsciamente, anche oggi nella Festa di San Valentino… AUGURI A TUTTI GLI INNAMORATI!! – (Giuseppe Fulceri)
---------------------------
Parola di Vita di Febbraio 2015: «Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio» (Rm 15, 7).
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Ciao, Giò ;)

giovedì 12 febbraio 2015

ciaooooooo



.. Arricchirsi della cultura del fratello

Questo passaparola ci aiuta ad andare oltre l’accettazione e la ricerca dell’altro, perché «Arricchirsi della cultura del fratello» è cogliere tutta la bellezza e ricchezza che ogni prossimo ha per la nostra crescita e maturità. E la Parola Dio ci illumina: la pagina della Genesi di oggi (Gen 2,18-25) ci fa vedere la completezza dell’essere umano nella complementarietà “uomo-donna”, e ci fa anche capire che io resto “monco”, quasi “informe”, “umano” sì – questa sarebbe la traduzione più corretta della parola “uomo” che il testo italiano solitamente riporta –, “umano”, ma non ancora “uomo”, se non mi arricchisco e non mi completo «della cultura del fratello»…  (Giuseppe Fulceri)
---------------------------
Parola di Vita di Febbraio 2015: «Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio» (Rm 15, 7).
Dal libro della Gènesi
Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda». Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: «Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta». Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne. Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, e non provavano vergogna.

Ciao, Giò :)

mercoledì 11 febbraio 2015

buona serata



.. ANDARE INCONTRO ALLE DIVERSITA'

E’ la XXIII GIORNATA MONDIALE DEL MALATO, 157° Anniversario della prima Apparizione di Lourdes… Siamo tutti dei malati, ma oggi vogliamo sentirci forti pensando alle malattie altrui, volendo essere noi “altra Maria” che “appare”, visita e consola. Ecco come «andare incontro alle diversità» che il passaparola ci chiede. «Diversità» può essere tutto ciò che negli altri ci dà fastidio, sia fisicamente, sia spiritualmente: malattie del corpo e dell’anima… ed essere quello che Giobbe diceva di sé: «Io ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo», come ricorda Papa Francesco nel Messaggio appunto per i Malati… Metto qui il Link (collegamento che, cliccandoci su, manda alla pagina del Messaggio): MessaggioPapaGiornataMalato2015 (Giuseppe Fulceri)
---------------------------
Parola di Vita di Febbraio 2015: «Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio» (Rm 15, 7).

Ciao, Giò :)

martedì 10 febbraio 2015

buona serata



.. Cercare di comprendere la cultura dell'altro

Siamo creati da Dio, a Sua immagine e somiglianza! E’ ciò che si proclama nella prima Lettura della Messa (Gen 1,20-2,4), facendoci coscienti di chi siamo noi stessi, chi è l’altro, ogni essere umano. Non c’è dunque cultura, usi e costumi, che possano metterci in contrasto o separarci, o – come spesso succede – renderci nemici… Siamo immagine di Dio: e siamo complementari l’uno all’altro, perché «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò». Allora, l’altro, l’altra, proprio nella sua diversità, completa il mio essere nella vera consistenza: immagine di Dio!! Ecco lo sprone che ci dà il passaparola: «Cercare di comprendere la cultura dell’altro». (Giuseppe Fulceri)
---------------------------
Parola di Vita di Febbraio 2015: «Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio» (Rm 15, 7).
Dal libro della Gènesi
Dio disse: «Le acque brùlichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brùlicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: quinto giorno.  Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro specie». E così avvenne. Dio fece gli animali selvatici, secondo la loro specie, il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona. Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra». Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno. Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto creando. Queste sono le origini del cielo e della terra quando vennero creati.

Ciao, buona serata.. Giò :)

lunedì 9 febbraio 2015

domenica 8 febbraio 2015

ciaooooo



.. Prendere sù le debolezze dell'altro

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO: il Vangelo (Mc 1,29-39) ci mostra Gesù che guarisce e libera dal Male: «Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni». E’ quello cui siamo chiamati noi stessi col «Prendere sù le debolezze dell’altro». Non abbiamo certi poteri? No e sì: si può sanare e liberare davvero, se lasciamo che Gesù operi in noi, soprattutto Gesù in mezzo a noi. Ciò che vale è che ci amiamo e amiamo tutti con anima di padre e di madre, prendendo a cuore le debolezze altrui e… pregando come Gesù faceva («si ritirò in un luogo deserto, e là pregava»); facendo insomma di tutto, cosicché l’altro si senta amato e compreso nelle sue debolezze: il sentirsi amati così, è non restare soli, è già guarigione e liberazione!  (Giuseppe Fulceri)
---------------------------
Parola di Vita di Febbraio 2015: «Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio» (Rm 15, 7).
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

BUONA DOMENICA :)
Giò

sabato 7 febbraio 2015

ciaooooooooo



.. Non lasciarsi frenare dai pregiudizi

Prendiamo la prima Lettura della Messa (Eb 13,15-17.20-21), che ci indica come vivere il passaparola: «Non lasciarsi frenare dai pregiudizi». Infatti, mentre ci dà l’esortazione a «non dimenticarci della beneficenza e della comunione dei beni», prosegue poi con una importante nota “politica”: «Obbedite ai vostri capi […] affinché lo facciano con gioia […]». Forse dobbiamo riconoscere che in proposito ci frenano tanti pregiudizi e facciamo tante chiacchiere riguardo a chi ci governa, riguardo ai “capi” sia in senso spirituale, morale, civile e politico… Non sarà che vediamo troppo il negativo e non sosteniamo invece il positivo che c’è e che ha bisogno del nostro appoggio con la nostra più umile sottomissione e la nostra preghiera?  (Giuseppe Fulceri)
---------------------------
Parola di Vita di Febbraio 2015: «Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio» (Rm 15, 7).
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, per mezzo di Gesù offriamo a Dio continuamente un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.   Non dimenticatevi della beneficenza e della comunione dei beni, perché di tali sacrifici il Signore si compiace.   Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi e devono renderne conto, affinché lo facciano con gioia e non lamentandosi. Ciò non sarebbe di vantaggio per voi.  Il Dio della pace, che ha ricondotto dai morti il Pastore grande delle pecore, in virtù del sangue di un’alleanza eterna, il Signore nostro Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen. 

Buon sabato, ciao.
Giò

venerdì 6 febbraio 2015

giovedì 5 febbraio 2015

ciaooooooooooo



.. Tendere sempre alla fraternità

Dal Vangelo di oggi  (Mc 6,7-13) capiamo una cosa importantissima: «Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due…». Ecco, anche noi siamo chiamati e inviati non ciascuno da solo, ma «a due a due», nella “spiritualità di comunione”. Non sono io, non sei tu, a predicare la Buona Novella con la vita e la parola: il «Tendere sempre alla fraternità» del passaparola, il «che tutti siano uno», che è lo scopo per cui sentiamo d’esser nati, è opera di Gesù tra noi; non è possibile immaginare la realizzazione dell’utopia più grande – la fraternità universale –, se prima non si è fratelli fra noi, «a due a due», coi nostri prossimi più prossimi.  (Giuseppe Fulceri)
---------------------------
Parola di Vita di Febbraio 2015: «Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio» (Rm 15, 7).
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Ciao :) Giò

mercoledì 4 febbraio 2015

ciaooooooo




E’ un passaparola, questo, da non dare per scontato, e sempre richiede grande impegno. E’ Gesù nel Vangelo (Mc 6,1-6) a ricordarcelo: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». Magari riusciamo ad essere “profeti”, apprezzati, amando e operando fuori, lontano; ma in famiglia, in quartiere, in parrocchia, tra noi “figli di Chiara”… siamo davvero lanciati a «Costruire la comunità»? Mettiamo al primo posto l’Amore, andando sempre al di là di possibili incomprensioni, “disprezzi”, spesso dovuti alla routine del vivere insieme e del credere di conoscerci, vivacchiando all’umana, senza lo slancio di autentici “profeti”?   (Giuseppe Fulceri)
---------------------------
Parola di Vita di Febbraio 2015: «Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio» (Rm 15, 7).
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.  Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.  Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.  Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

BUONA SERATA. CIAO. :)
GIO'

martedì 3 febbraio 2015

ciaooooooo



.. Non cercare di imporre la propria idea


Nell’«accoglierci gli uni gli altri» come la Parola del mese ci esorta, ci aiuta il passaparola: «Non cercare di imporre la propria idea». E ci aiuta molto la prima Lettura della Messa (Eb 12,1-4), ad esempio, con la frase: «Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti». Ecco, sì, «correre nel santo Viaggio» mettendocela tutta, ma senza voler imporre, né convertire nessuno; semmai c’è da convertire noi stessi nel far sul serio solo volendo donare Dio, che è Lui poi a fare e ad “imporre”, con la dolcezza del Suo Amore, la realizzazione dei Suoi piani per il nostro, e di tutti, vero unico bene.  (Giuseppe Fulceri)
---------------------------
Parola di Vita di Febbraio 2015: «Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio» (Rm 15, 7).
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, anche noi, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.


Buona serata :)
Giò

lunedì 2 febbraio 2015