mercoledì 27 febbraio 2013

martedì 26 febbraio 2013

lunedì 25 febbraio 2013

Passa Parola...

..."Con la misura con la quale misuriamo saremo misurati"

Buona giornata. Ciao a tutti.
Giò

domenica 24 febbraio 2013

Passa Parola con meditazione

PASSA PAROLA: "Rimanere saldi nella carità"


II Domenica di Quaresima. Il Vangelo (Luca 9,28b-36) ci mostra Gesù, nella sua luminosità nell’intimità di preghiera col Padre, luminosità-trasfigurazione a cui noi stessi siamo chiamati, come proclama San Paolo (seconda Lettura: Fil 3,20–4,1): «[…] il Signore Gesù Cristo […] trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso» (cap. 3,20-21). Occorre però, come Paolo conclude, «restare saldi nel Signore» (cap. 4,1). E’ quanto ci chiede il passaparola: «Rimanere saldi nella carità». Ed è proprio l’esortazione del Vangelo: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!» (Lc 9,35). Ecco, davvero la Parola ci dice come vivere da "trasfigurati" questa Domenica: essere in intimità col Padre ascoltando Gesù, l'Eletto del Padre che si è fatto nostro fratello e sempre si manifesta in ogni nostro prossimo. «Rimanere saldi nella carità» è dunque vedere Gesù, andare sempre al di là, vedere ogni fratello/sorella già «conformato al corpo glorioso di Cristo», perché a questo ognuno è chiamato, e «Rimanere saldi nella carità» è volere la "trasfigurazione" dell'altro come la nostra. Vogliamo dunque amare, amare, solo amare: ad ogni costo «Rimanere saldi nella carità»!   (Giuseppe Fulceri)
 

Parola di vita di febbraio 2013: «Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli!» (1 Gv 3,14).
 

         Lettera ai Filippesi - cap. 3

[20]La nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, [21]il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose.

         - cap. 4
[1]Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete saldi nel Signore così come avete imparato, carissimi!.
 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,28b-36.
Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.
E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante.
Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia,
apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube, ebbero paura.
E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo».
Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.


Buona domenica, ciao!
Giò

mercoledì 20 febbraio 2013

Passa Parola...

..."Credere nella forza dell’amore"

Buona giornata, ciao a tutti.
Giò

IMPORTANTE: Questa rubrica rimarrà sospesa da domani a sabato per un mio ritiro spirituale. Riprenderà in modo regolare domenica 24 febbraio. Vi ricordo e porto con me!

lunedì 18 febbraio 2013

domenica 17 febbraio 2013

Il Passa Parola con meditazione

PASSA PAROLA: "Vincere la tentazione di non amare"


Prima Domenica di Quaresima. Il Vangelo (Lc 4,1-13) ci dice che Gesù fu messo alla prova, come tutti noi, con «ogni specie di tentazione» (v. 13). A differenza di noi, Egli ha sempre vinto contro il diavolo; tuttavia, ci è dato, proprio dal Suo esempio e dalla Sua grazia che opera in noi, di non scoraggiarci e sempre ripartire anche quando può capitarci di cadere. La tentazione più grossa è lo scoraggiamento, smettendo di amare, smettendo di credere all’Amore. Il passaparola «Vincere la tentazione di non amare» ha un senso duplice e forte: è facile cedere alla «tentazione di non amare» e vivacchiare, se non ci si sente amati, se non si crede che Dio è Amore, immensamente ci ama. Ci ama concretamente specie in ogni nostro prossimo che ci sfiora: è Gesù che passa, dandoci l’occasione di rispondere al Suo amore. (Giuseppe Fulceri)

Parola di vita di febbraio 2013Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli!» (1 Gv 3,14).
 
  
Vangelo secondo Luca - cap. 4
[1]Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto [2]dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. [3]Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane». [4]Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo». [5]Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: [6] «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. [7]Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo». [8]Gesù gli rispose: «Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai». [9]Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; [10]sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano; [11]e anche: essi ti sosterranno con le mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra». [12]Gesù gli rispose: «E’ stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo». [13]Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato.


BUONA DOMENICA, ciao.
Giò

sabato 16 febbraio 2013

venerdì 15 febbraio 2013

mercoledì 13 febbraio 2013

Buona giornata...

PASSA PAROLA: "«Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra»"

Buona giornata e buon inizio Quaresima!
Ciao, Giò

martedì 12 febbraio 2013

lunedì 11 febbraio 2013

domenica 10 febbraio 2013

Passa Parola con meditazione...

PASSA PAROLA: "Amare al di là di tutto"

V Domenica del Tempo Ordinario. Il Vangelo (Lc 5,1-11) ci tira su, “ci pesca”, nel senso che Gesù dice a Pietro: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini» (v. 10). Ecco, diventare «pescatore di uomini», è amare per portare alla Vita, con senso assolutamente diverso riguardo ai pesci che, pescandoli, vengono fatti morire. Ma prima, occorre farci pescare noi da Gesù, credendo alla sua Parola, come fa Pietro: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti» (v. 5). Sì, occorre credere all’Amore, sentirci “pescati” così, portati alla Vita per “pescare” così, con la Sua grazia, a nostra volta. Non conta se finora ci pare aver faticato invano, o peggio, restando nella “notte”: ciò che vale è ora, da subito, ogni nuovo attimo, credere e amare. «Amare al di là di tutto», come ci sprona il passaparola: al di là di ogni nostro complesso e di ogni limite che possiamo scorgere negli altri. L’amore non sta legato al passato, non si ferma a ragionare, ma si lancia: «La carità è paziente, è benigna […]. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta» (ICor 13, 4-7), come ci canta ancora in cuore l’INNO ALLA CARITÀ di domenica scorsa.  (Giuseppe Fulceri)
Parola di vita di febbraio 2013: «Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli!» (1 Gv 3,14).
        Vangelo secondo Luca - cap. 5
[1]Un giorno, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genèsaret [2]e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. [3]Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca. [4]Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e calate le reti per la pesca». [5]Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». [6]E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano. [7]Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano. [8]Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore». [9]Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; [10]così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini». [11]Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.


Buona domenica, ciao a tutti!
Giò

sabato 9 febbraio 2013

venerdì 8 febbraio 2013

mercoledì 6 febbraio 2013

BUONA GIORNATA

Con l'augurio di una buona giornata, eccovi il bel passa parola di oggi:

"Essere costruttori di pace"

Ciao, Giò

martedì 5 febbraio 2013

lunedì 4 febbraio 2013

domenica 3 febbraio 2013

Il Passa Parola con meditazione...

PASSA PAROLA: "Nulla vale se non fatto per amore"

IV Domenica del Tempo Ordinario: focalizziamo la seconda Lettura (1Cor 12,31–13,1-13), dove ci è indicato il Carisma più grande: la Carità, l’Amore! Il passaparola: «Nulla vale se non fatto per amore» ci sintetizza il senso profondo: a «nulla vale» avere conoscenze di scienza o di lingue, neppure una fede «da trasportare le montagne» (13,1-2), se non si ama, se non è tutto «fatto per amore». E’ un richiamo forte, duplice: ad amare sul serio, ed anche alla verità dell’umiltà. C’è poco da sentirci bravi, perché magari siamo geniali in informatica, o conosciamo varie lingue, o abbiamo una gran fede in Dio, o siamo generosi e tanto ci spendiamo per gli altri (vedi 13,3)… tutto è nulla, «sono come un bronzo che risuona» (v. 1), se non ho la Carità che mi brucia in cuore. Al contrario, «tutto vale», anche il gesto più piccolo, se amiamo. Occorre chiedere allo Spirito Santo che ci incida nell’anima questo INNO ALLA CARITÀ: «La carità è paziente, è benigna […]. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta» (vv. 4-7), per lanciarci e rilanciarci, nell’attimo che passa, ad amare, volendo essere l’Amore!      (Giuseppe Fulceri)
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Parola di vita di febbraio 2013:«Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli!» (1 Gv 3,14).
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    Prima lettera ai Corinzi - cap. 12,31
[31]Aspirate ai carismi più grandi! E io vi mostrerò una via migliore di tutte.
                                      - cap. 13
[1]Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.[2]E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. [3]E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. [4]La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, [5]non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, [6]non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. [7]Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. [8]La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. [9]La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. [10]Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. [11]Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. [12]Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto. [13]Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!
 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 4,21-30.
Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi».
Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è il figlio di Giuseppe?».
Ma egli rispose: «Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fàllo anche qui, nella tua patria!».
Poi aggiunse: «Nessun profeta è bene accetto in patria.
Vi dico anche: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese;
ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone.
C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro».
All'udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno;
si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio.
Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.



Buona domenica, ciao!
Giò

venerdì 1 febbraio 2013