domenica 30 giugno 2013

Il Passa Parola... con meditazione! BUONA DOMENICA!





XIII Domenica del Tempo Ordinario. Possiamo legare il passaparola: «Essere misericordiosi», particolarmente alla seconda Lettura (Gal 5,1.13-18), con l’esortazione di San Paolo a «camminare secondo lo Spirito non soddisfacendo i desideri della carne» (vv. 16-17), divenendo così liberi nell’amore: «Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge» (v. 18). Sì, perché il nostro istinto ci porta facilmente al veder male, a giudicare, al rancore, alla vendetta, al pettegolezzo e chiacchiera, se non peggio; invece lo Spirito di Dio ci chiama a misericordia, comprensione, “valutazione” dell’altro… Diceva la nostra Chiara: «Ha lo Spirito Santo, chi sa vedere il positivo che c’è in ogni prossimo». E’ bellissimo questo: è diventare liberi da giudizi, sospetti e tutto il resto e vedere Gesù in ognuno coi suoi talenti; è poter «Essere misericordiosi», sempre e comunque, anche quando l’altro sbaglia, come ci insegna con forza il Vangelo della Messa (Lc 9,51-62), dove Gesù spegne i bollenti spiriti dei discepoli Giacomo e Giovanni (vedi vv. 53-54): «Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio» (vv. 55-56). Occorre proprio uscire da noi andando “altrove”, “nelle regioni dello Spirito” e sempre, sempre e con tutti «Essere misericordiosi»!    (Giuseppe Fulceri)

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Parola di vita di giugno: «Se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà grazia davanti a Dio» (1 Pt 2,20)

 

Lettera ai Galati - cap. 5

[1]Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. [… …] [13]Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. [14]Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso. [15]Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri! [16]Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; [17]la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. [18]Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge.
 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,51-62.
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui Gesù sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme
e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui.
Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?».
Ma Gesù si voltò e li rimproverò.
E si avviarono verso un altro villaggio.
Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada».
Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre».
Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa».
Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».



BUONA DOMENICA! Ciao. :)
Giò

venerdì 28 giugno 2013

mercoledì 26 giugno 2013

Un Passa Parola bellissimo...

..."Ispirare ogni azione all’amore verso il prossimo"

Ciao tutti e buona giornata! :)
Giò

domenica 23 giugno 2013

BUONA DOMENICA A TUTTI!



PASSA PAROLA: "Avere la FANTASIA della carità"


Domenica XII del tempo Ordinario: la prima Lettura della Messa (Zc 12,10-11;13,1) e il Vangelo (Lc 9,18-24) ci parlano di dolore e croce, rivelandoci la fantasia di Dio, che dalla morte sa far scaturire la pienezza della vita: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà» (Lc 9,23-24). Occorre, come ci dice san Paolo (seconda Lettura: Gal 3,26-29) essere «rivestiti di Cristo» (vedi v. 27), della Sua “fantasia” e allora tutto si trasforma: il dolore in gioia, passione e morte in vita. Se ciò vale per l’eternità, diventa possibile già qui, ora, in questo nostro vivere, se, come vuole illuminarci il passaparola, si punta ad «Avere la fantasia della carità», ossia, in pratica, abbracciare la croce, qualsiasi problema e contrarietà, «sempre subito con gioia». E’ questo l’«essere battezzati in Cristo e rivestirci di Lui», sempre più e meglio avendo il Suo pensiero, il Suo modo di amare, con la Sua stessa divina fantasia!    (Giuseppe Fulceri)

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Parola di vita di giugno: «Se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà grazia davanti a Dio» (1 Pt 2,20).

 


         Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, [26]tutti voi siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, [27]poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. [28]Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. [29]Se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa.

 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,18-24.

Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: «Chi sono io secondo la gente?».
Essi risposero: «Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò: «Ma voi chi dite che io sia?». Pietro, prendendo la parola, rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno.
«Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà.


BUONA DOMENICA! :) Ciao.
Giò

mercoledì 19 giugno 2013

PASSA PAROLA...

..."Non lasciar tramontare il sole senza riconciliarci con il fratello"

Ciao, Giò

domenica 16 giugno 2013

IL PASSA PAROLA... con meditazione!



PASSA PAROLA: "Ricominciare sempre ad amare"


Non è la nostra bravura e bontà ad attirare su noi l’amore di Dio; è vero piuttosto il contrario: Dio ci ama come siamo e anzi più siamo miseri e meschini, più attiriamo la Sua Misericordia, purché ci crediamo, purché siamo sempre pronti a ricominciare a lasciarci amare da Lui, credendo al Suo Amore. Il Vangelo (Lc 7,36–8,3) di questa XI Domenica del Tempo Ordinario ce lo dice chiaramente con la breve parabola di Gesù (vv. 40-43) per spiegare al fariseo quel credere all’Amore della grande peccatrice; difatti, conclude rivolto a lei: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!» (v. 48). E’ questa fede carica di amore che salva! A conferma che Gesù cerca tali persone, essendo venuto proprio per i peccatori, il Vangelo prosegue con l’elenco di chi era al seguito di Gesù, tra cui «alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni» (cap 8,2). C’è dunque da star su: più ci riconosciamo, in qualsiasi modo, delinquenti e mascalzoni, siamo materia buona per stare alla sequela di Cristo. Solo basta, come ci chiede il passaparola: «Ricominciare sempre ad amare», sentendoci amati, credendo all’Amore.    (Giuseppe Fulceri)

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Parola di vita di giugno: «Se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà grazia davanti a Dio» (1 Pt 2,20).
 

Vangelo secondo Luca - cap. 7

[36]Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. [37]Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; [38]e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato. [39]A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice». [40]Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, dì pure». [41] «Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. [42]Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?». [43]Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». [44]E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. [45]Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. [46]Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. [47]Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco». [48]Poi disse a lei:  «Ti sono perdonati i tuoi peccati». [49]Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?». [50]Ma egli disse alla donna:  «La tua fede ti ha salvata; và in pace!».

- cap. 8
[1]In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. [2]C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni, [3]Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.


Ciao, buona domenica!
Giò

sabato 15 giugno 2013

Impegnativo oggi...



PASSA PAROLA: "Pronti a morire a se stessi di fronte all'altro"

Buona giornata, ciao tutti.
Giò

venerdì 14 giugno 2013

lunedì 10 giugno 2013

sabato 8 giugno 2013

venerdì 7 giugno 2013

giovedì 6 giugno 2013

Buon pomeriggio...



PASSA PAROLA: "La morte a noi stessi sia la misura del nostro amore"

Buon pomeriggio, ciao!
Giò

mercoledì 5 giugno 2013

lunedì 3 giugno 2013

domenica 2 giugno 2013

PASSA PAROLA... con meditazione. Buona domenica!



PASSA PAROLA: "Non ricordare le offese ricevute"


Solennità del SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO, la Festa che diciamo del CORPUS DOMINI: Festa dell’Amore sconfinato del nostro Dio, che ha voluto restare con noi nell’Eucaristia come Amico, Compagno di viaggio continuando a donarci la Sua Vita. Per vivere la gratitudine dovuta ad un Amico-Compagno così, possiamo oggi focalizzare dalla Liturgia della Messa la seconda Lettura (1Cor 11,23-26), dove San Paolo ci ricorda il «Fate questo in memoria di me», ossia l’Istituzione-Celebrazione dell’Eucaristia. La parola «memoria» qui, si sa, non traduce il senso profondo dell’attualizzazione reale dell’Ultima Cena e Sacrificio di Cristo in croce; ma il senso lo sappiamo bene: l’Eucaristia, la Messa, è ogni volta il vero dare la vita e risorgere di Gesù per noi. Il passaparola odierno: «Non ricordare le offese ricevute», con questo verbo «non ricordare», può darci ali per vivere la gratitudine a Gesù Eucaristia. Ogni volta che ci viene da ricordare offese, torti ricevuti, è occasione stupenda per celebrare la nostra Messa, «facendo memoria» di come e quante volte Gesù ha perdonato le nostre offese e sempre ci perdona proprio in quel Suo Sacrificio totale. Così «Non ricordare le offese ricevute», ma invece pensare con immensa gratitudine a Lui, a Gesù, che ancora muore e risorge per noi, è dare culto graditissimo al Padre, che ci riconosce in tal modo figli nell’Unico Figlio, tutti fratelli fra noi, che solo «fanno memoria» del bene ricevuto. E’ così che davvero si celebra Messa non solo in chiesa, ma anche sempre durante il giorno e si glorifica l’Eucaristia con la vita!   (Giuseppe Fulceri)

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Parola di vita di giugno: «Se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà grazia davanti a Dio» (1 Pt 2,20).

Prima lettera ai Corinzi - cap. 11

[23]Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane [24]e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». [25]Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». [26]Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga.
 

 
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,11b-17.

Ma le folle lo seppero e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente».
C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai discepoli: «Fateli sedere per gruppi di cinquanta». Così fecero e li invitarono a sedersi tutti quanti. Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste.


BUONA FESTA, ciao.
Giò

sabato 1 giugno 2013