lunedì 27 gennaio 2014

domenica 26 gennaio 2014

PASSA PAROLA con meditazione..



.. "Ravvivare con la vita il 
«Patto dell'amore reciproco»"


III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO: focalizziamo la seconda Lettura della Messa (1Cor 1,10-13.17), da cui è tratto il tema per la “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”: «È forse diviso il Cristo?» (v. 13). La “Settimana” si conclude, ma occorre certo continuare, come ci sprona il passaparola, a «Ravvivare l’amore tra noi», ascoltando e attuando la Parola di Dio: «Vi esorto, fratelli […], a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire» (v. 10). Ecco come «Ravvivare l’amore tra noi»: cominciando da come si parla, anche usando le nostre parole per rinnovare tra noi il Patto di misericordia, tutto dimenticando e vedendoci nuovi nella prospettiva a cui Dio ci chiama e ci vede: siamo chiamati alla santità, è Dio a cui guardare modellandoci sul Suo Amore; non c’è tempo da perdere in chiacchiere: occorre davvero «Ravvivare l’amore tra noi» per farci santi insieme!! (Giuseppe Fulceri)

Parola di Vita di Gennaio 2014: «Cristo, unico fondamento della Chiesa» (cfr 1Cor 3,11).

Prima lettera ai Corinzi - cap. 1
[10]Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. [11]Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. [12]Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo». [13]È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo? […  …]   [17]Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.



Domenica 26 gennaio 2014
S. FAMIGLIA DI GESU’, MARIA E GIUSEPPE

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio «una coppia di tortore o due giovani colombi», come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo / vada in pace, secondo la tua parola, / perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, / preparata da te davanti a tutti i popoli: / luce per rivelarti alle genti / e gloria del tuo popolo, Israele».

«Il padre e la madre di Gesù si stupivano
delle cose che si dicevano di lui»
(Luca 2,33)

Forse lo stupore di Maria e Giuseppe è dovuto al fatto che Simeone mostra di sapere qual è il mistero che avvolge la vita di questo bambino. Il loro segreto è rivelato anche alle persone che vivono vicine a Dio, che da lungo tempo erano in attesa proprio di Gesù.
Dio infatti parla al cuore dei piccoli che lo cercano e si rivela, si fa conoscere, indica la strada, istruendo interiormente come Lui solo sa, è davvero il Maestro interiore.

Buona giornata! don Carlo


BUONA DOMENICA, ciao a tutti. :)
Giò

mercoledì 22 gennaio 2014

venerdì 17 gennaio 2014

mercoledì 15 gennaio 2014

martedì 14 gennaio 2014

Passa Parola ..

.. "Per amarci scambievolmente occorre dimenticare se stessi"

Ciao, Giò :)

venerdì 3 gennaio 2014